giovedì, 14 giugno 2007

UPSIDE DOWN



Finalmente un No-Global ha avuto il coraggio di ammettere la verità:
stando alle dichiarazioni del super-teste, i No-Global durante il G8 di Genova hanno "esagerato", hanno utilizzato in molti casi la forza bruta, la violenza pura su chi era indifeso, su chi era innocente.
Hanno picchiato, pestato senza pietà persone che non si potevano difendere.
"Sembrava una macelleria messicana", ha detto il No-Global ai giudici.

Nella foto possiamo vedere un esempio lampante della violenza dei No-Global:
una poliziotta in ginocchio, quasi a terra, sfinita dalle botte e dalla violenza, la faccia e il collo coperti di sangue, circondata da numerosi e violentissimi No-Global, armati con scudi, bastoni e caschi per non farsi riconoscere.

La gente per fortuna in questi anni non si è lasciata traviare dalle informazioni deviate dei mass media, i quali fin da subito hanno come capovolto i fatti, dicendoci che era la Polizia ad avere attaccato, ad avere infierito, ad essersi comportata come una vera e propria polizia fascista.
I media, manovrati ad arte dall'allora Presidente del Consiglio, hanno gettato tonnellate di fango sulla polizia; le immagini e i filmati montati ad arte hanno fatto il giro del mondo e hanno mostrato come i poliziotti fossero autori di violenze efferate. Ragazzi, ragazze, adulti, non importa: in quelle immagini la polizia picchiava forte, per far male, con sadico gusto e divertimento, indipendentemente da chi si trovava davanti, indipendentemente dalla pericolosità del presunto "nemico", indipendentemente da tutto.
Da tutto, tranne forse dagli ordini ricevuti -stando ai media deviati- nientemeno che dall'allora vicepremier, leader di un partito collegato con le frange dell'estrema destra italiana ed erede diretto del fascismo.

La gente non dimentica: non dimentica come i No-Global siano stati artefici di uno degli eventi più tristi e vergognosi per la storia del nostro paese.

Anche la politica, a volte così lontana dalla realtà quotidiana, ha fatto propria questa verità: ragione per cui ancora oggi assistiamo alla chiusura dei centri sociali in molte città d'Italia, alla repressione violenta e talvolta preventiva di qualsiasi manifestazione "contro", che non sia allineata allo status quo, al politicamente corretto.

Troppo forti i ricordi, troppo violenti: la disobbedienza va combattuta, e combattuta con il massimo della violenza e della rabbia, con sadismo e con cattiveria, in modo che l'equilibrio sociale, la sicurezza, la bellezza perchè no delle nostre città non siano più turbate da manifestazioni, non solo, dalla presenza fisica di questi violenti, antidemocratici disobbedienti.

postato da: DarioServenti alle ore 17:01 | link | commenti (12) | commenti (12)
categorie: societa, satira

Commenti
#1    14 Giugno 2007 - 18:56
 
Questa volta non sono d'accordo con te.
Sarò banale e semplicistica ma per me vale la regola che la verità sta nel mezzo. Sempre. Intendo dire che se come ci sono stati alcuni poliziotti che hanno abusato del proprio potere in quelle fasi, ci sono stati altrettante persone dall'altra parte che hanno usato violenza. Per me rimane assurdo, (scusate la penso così) il solo andare a manifestare con un passamontagna e bastoni. Io se vado a manifestare non ci vado con intenzioni bellicose. Che poi i media hanno esagerato forzando la mano solo da una e una sola parte questo sicuramente....ma rimango della mia idea che "tutti hanno sbagliato".
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#2    14 Giugno 2007 - 22:51
 
Non esistono necessariamente due versioni per uno stesso fatto.
Il relativismo porta a far corrispondere ad un cassonetto rovesciato il pestaggio di pacifisti in piazza.
Ad una vetrina spaccata, le torture in una caserma.
Ad una macchina danneggiata, la sospensione dei diritti civili.

In nessun paese democratico un qualsiasi TEPPISTA (sono d'accordo con te nel definire quelli con passamontagna dei TEPPISTI) viene preso e pestato a sangue dalla polizia, magari mentre dormiva, e tradotto in questura dove NESSUNO potrà mai sapere cosa gli hanno fatto, se non i medici il giorno dopo, curando le fratture, le ferite, le abrasioni, lo stato di shock.
A questo aggiungici che nella STRAGRANDE maggioranza dei casi chi ha subito tutto questo era INNOCENTE, poichè la polizia era troppo impegnata a menare i pacifisti mentre i black block si facevano i cazzi loro.

Attenzione, perchè con la teoria del "la verità sta nel mezzo" ci si lava le mani dai fatti, e soprattutto può diventare un alibi per non assumere una posizione critica, politica nei confronti di ciò che accade.

La verità sta nel mezzo è spesso la scusa di chi non vuole sentire, sapere, FARE.

Ma sono sicuro che non è il tuo caso.
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#3    14 Giugno 2007 - 23:04
 
Mi è stato fatto notare che l'ultima mia frase poteva apparire come ironica e, in questo caso, offensiva per Nek6.

Voglio precisare che è invece stata scritta in modo totalmente sincero.

Per qualsiasi chiarimento (privato, live, via msn, via mail) sono comunque disponibile.
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#4    15 Giugno 2007 - 09:53
 
Vai tranquillo Dario!! Non l'ho per nulla vista in maniera negativa!
Effettivamente forse mi sono spiegata male, e credo sinceramente, alla luce del tuo commento di adesso, che la pensiamo alla stessa maniera. Solo facevo notare la mancanza di citazione dei criminali dalla parte dei manifestanti. Bisogna ricordarlo, non tanto per giustificare dei comportamenti (perchè uno stato civile non agisce per vendetta) ma per non cadere nell'errore di sembrare di parlare sempre e solo a favore di una parte. Sono dettagli, ma mai come in questi casi sono importanti per far capire al lettore che si è cercata un equità nelle osservazioni.
Per quello che è successo alla scuola Diaz credo che sia inammissibile un comportamento tale da parte delle forse dell'ordine. Ma questo lo deciderà la magistratura...sperando che i poliziotti coinvolti, più o meno complici di tale mattanza, rompano il silenzio. Una sentenza giusta non farà che bene ai tantissimi onesti poliziotti che si sentono screditati da questa faccenda. E non è giusto.
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#5    15 Giugno 2007 - 11:41
 
"HABEAS CORPUS"
Come diciamo noi britanni.
utente anonimo

#6    15 Giugno 2007 - 14:50
 
è giusto quello che dici, nek. ma c'è anche da considerare che in una miriade di foto e di video girati dai manifestanti (e andati in onda si e no 2 volte su rai3 prima di essere censurati) si vedono 'sti black block, tra i quali pare si potesse annoverare anche la per fortuna unica vittima degli scontri del g8 giuliani, tirare bombe carta, sassi, rovesciare cassonetti, prendere a sprangate vetrine coi poliziotti in assetto anti sommossa ai bordi della strada completamente INATTIVI, fermi lì a guardare. ci sono state diverse persone, tra cui anche alcune che conosco personalmente, che hanno testimoniato le invettive lanciate dalle forze dell'ordine che perquisivano i ragazzi e le ragazze in partenza per il g8 sui treni allestiti appositamente, le quali si possono riassumere con un "fate quello che vi pare, tanto a genova le prenderete". intanto le prime sentenze sono state tutte a favore dei manifestanti che hanno avuto la fortuna di poter denunciare i maltrattamenti. io non propendo a prescindere nè per una parte nè per l'altra, ma dopo aver visto alcuni video mai andati in onda sulle reti televisive e disponibili per il download in rete... un pensierino sulla parte da scegliere ce lo faccio.
utente anonimo

#7    15 Giugno 2007 - 19:12
 
Io so solo che ho un'amica che le vengono ancora i brividi quando vede una divisa e che se quella sera non ero alla Diaz e' forse grazie a un amico che ci ha ospitate a casa sua. Pero' io bastoni non ne avevo. E se la mia amica aveva una maschera antigas, e' perche' un ragazzo gliel'ha passata quando ha visto che non riusciva piu' a respirare per via dei lacrimogeni "al peperoncino". Il ragazzo poi -mi ha detto la mia amica, e non sara' la magistratura a deciderlo - essendo rimasto senza maschera antigas, ha vomitato. In compenso la mia amica si e' beccata le manganellate.
La verita' a volte sta un po' dove le pare.
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#8    16 Giugno 2007 - 13:12
 
Io so solo che...

Io non propendo per nessuno ma...

Non voglio schierarmi ma...

RAGAZZI LA FINIAMO CON LE REPLICHE?

Queste frasi equivalgono, dialetticamente, ad un "io non sono razzista ma i negri li ammazzerei".
Oppure: "io sono antifascista, ma bisogna ammettere che il Duce ha fatto anche cose buone".

Ora, un PRIMO GRANDE RISULTATO lo otterremo quando sapremo SCHIERARCI e DIRE COME LA PENSIAMO senza repliche di alcun tipo, senza giochetti del "io non sono così ma...".

Altrimenti ogni volta che si procederà come sempre si procede oggi, si regala una piccola parte di legittimazione al "nemico" (vogliamo avere le palle per chiamarlo così?) che vogliamo combattere.

Dico sempre che ci vogliono idee...

MA CI VUOLE PRIMA DI TUTTO IL CORAGGIO DI AVERLE, QUESTE IDEE.

Credo che ci sia da lavorare molto su questo.



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#9    16 Giugno 2007 - 16:34
 
Dario: il tuo ultimo intervento mi fa pensare a quella rubrica delle Iene "Diamo un nome alle cose". Hai ragione: una volta per tutte dobbiamo riappropriarci del significato reale dei termini e attribuirlo per le situazioni, cose, pensieri, fatti per i quali quel termine è stato coniato. La terminologia "politicamente corretta" a mio avviso è un gradino (e probabilmente neppure il primo) per entrare in uno stato delirante di massa.
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#10    18 Giugno 2007 - 19:41
 
Ma non l'hai vista la mia faccia un po' cosi', quell'espressione un po' cosi'?
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#11    18 Giugno 2007 - 23:05
 
Prego?!?
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#12    19 Giugno 2007 - 16:38
 
...che abbiamo noi che abbiamo visto Genova (non mi sembrava il caso di specificarlo, suvvia)
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