UPSIDE DOWN

Finalmente un No-Global ha avuto il coraggio di ammettere la verità:
stando alle dichiarazioni del super-teste, i No-Global durante il G8 di Genova hanno "esagerato", hanno utilizzato in molti casi la forza bruta, la violenza pura su chi era indifeso, su chi era innocente.
Hanno picchiato, pestato senza pietà persone che non si potevano difendere.
"Sembrava una macelleria messicana", ha detto il No-Global ai giudici.
Nella foto possiamo vedere un esempio lampante della violenza dei No-Global:
una poliziotta in ginocchio, quasi a terra, sfinita dalle botte e dalla violenza, la faccia e il collo coperti di sangue, circondata da numerosi e violentissimi No-Global, armati con scudi, bastoni e caschi per non farsi riconoscere.
La gente per fortuna in questi anni non si è lasciata traviare dalle informazioni deviate dei mass media, i quali fin da subito hanno come capovolto i fatti, dicendoci che era la Polizia ad avere attaccato, ad avere infierito, ad essersi comportata come una vera e propria polizia fascista.
I media, manovrati ad arte dall'allora Presidente del Consiglio, hanno gettato tonnellate di fango sulla polizia; le immagini e i filmati montati ad arte hanno fatto il giro del mondo e hanno mostrato come i poliziotti fossero autori di violenze efferate. Ragazzi, ragazze, adulti, non importa: in quelle immagini la polizia picchiava forte, per far male, con sadico gusto e divertimento, indipendentemente da chi si trovava davanti, indipendentemente dalla pericolosità del presunto "nemico", indipendentemente da tutto.
Da tutto, tranne forse dagli ordini ricevuti -stando ai media deviati- nientemeno che dall'allora vicepremier, leader di un partito collegato con le frange dell'estrema destra italiana ed erede diretto del fascismo.
La gente non dimentica: non dimentica come i No-Global siano stati artefici di uno degli eventi più tristi e vergognosi per la storia del nostro paese.
Anche la politica, a volte così lontana dalla realtà quotidiana, ha fatto propria questa verità: ragione per cui ancora oggi assistiamo alla chiusura dei centri sociali in molte città d'Italia, alla repressione violenta e talvolta preventiva di qualsiasi manifestazione "contro", che non sia allineata allo status quo, al politicamente corretto.
Troppo forti i ricordi, troppo violenti: la disobbedienza va combattuta, e combattuta con il massimo della violenza e della rabbia, con sadismo e con cattiveria, in modo che l'equilibrio sociale, la sicurezza, la bellezza perchè no delle nostre città non siano più turbate da manifestazioni, non solo, dalla presenza fisica di questi violenti, antidemocratici disobbedienti.