Contro la tesi di
Alessandro Baricco
Subito quando ho letto il titolo mi sono incazzato. Poi ho letto l'articolo e stavo per ricredermi. Poi, dopo essermi alzato dal water, ho capito il messaggio tra le righe e mi sono ricreduto.
Fammi capire, Baricco: siccome ora la cultura la fa la televisione, bisogna arrendersi a questa verità, lasciar perdere tutto ciò che non è televisione e cercare di "convertirla" ad una televisione buona ed etica. Parli di investire soldi pubblici nella televisione. Dargli i nostri soldi.
Ora, ci sono almeno due punti che -per dirla alla parmigiana- strusano:
1) con il tuo ragionamento, c'è da pensare (per assurdo) "per fortuna la realtà è che la cultura la fa la televisione" ovvero i grandi manager dei mass media, e non ad esempio il mondo del traffico di stupefacenti (ovvero i grandi manager della droga), altrimenti con il tuo ragionamento bisognerebbe dire "arrendiamoci alla realtà, i boss della droga fanno cultura: diamogli i nostri soldi e speriamo che migliorino"
2) dici che occorre spazzar via gli schemi ideologici e farci un bagno di realtà: ebbene, la realtà è che la tv in Italia è nelle mani di Berlusconi. Al di là di ogni giudizio politico o di costume su di lui e sulla sua tv, costui è un fottuto multimilionario. A me il pensiero di dargli le mie tasse (A LUI CHE NON LE PAGA!!!!) mi fa venire voglia di tornare sul water.
La realtà è che un discorso come il tuo è da un lato un cedere le armi al mercato e un rinunciare a fare "cultura" che non sia "prodotto", ovvero fare cultura che non sia "in vendita" ovvero ancora che non bisogna PAGARLA (con le tasse o cash): cultura per denaro è l'antitesi di qualsiasi discorso, appunto, autenticamente culturale.
Dall'altro lato, comporta la morte sicura di numerose forme d'arte che se non fosse per le (misere) sovvenzioni statali sparirebbero: musica classica, teatro classico, lirica, gallerie d'arte, pinacoteche, tutte sparirebbero, e per sempre, stando alla logica del mercato che non risparmia chi è in "deficit".
Che triste parlare di "attivo" e "passivo" quando si parla di cultura.
Caro Baricco, se davvero ritieni fondamentale la tv e ritieni che l'unica "redenzione" della cultura umana passi da un tubo catodico, non costringere lo Stato a pagare privati nella speranza che diventino buoni: vai in banca, chiedi il tuo bel finanziamento, apri una tua Tv e affronta il mercato che tanto invochi e ami. In bocca al lupo.
Ma lascia vivere chi vuole fare arte e cultura senza essere rinchiuso in un rettangolo di vetro, mezzo per altro già in inevitabile via d'estinzione poichè mentre tu ora ti accorgi che la tv "ha successo", il mondo sta già scendendo dal quel treno per salire su altri mezzi, più aperti, più moderni, che si chiamano INTERNET e RETE.
Soldi pubblici alla tv?
La tv dovrebbe SPARIRE!!!